Manovra di Kristeller

1 Agosto, 2020 by Giuseppe Cenzato0
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La manovra di Kristeller consiste in un aiuto meccanico sul fondo dell’ utero nella fase terminale del travaglio di parto, quando la parte presentata del feto, nella maggior parte dei casi la testa, si intravede tra i genitali materni.
In genere si pratica con la mano o il braccio dell’ operatore, che spinge sul fondo dell’ utero durante la contrazione uterina, in modo da non ledere ne la parete uterina ne il feto, perché quando la parete uterina è contratta appare più rigida. Qualche anno fa fu messa a punto una fascia gonfiabile, che veniva posta sul fondo uterino e gonfiata quanto bastava per creare un punto di forza posteriore sull’ utero. Ma i risultati non furono positivi, nel senso che non aiutavano la progressione della testa fetale nel canale del parto.

Tale manovra negli ultimi tempi è stata messa all’indice, un po’ anche demonizzata. Alcuni paesi europei sconsigliano di praticarla, ed in Italia non appare descritta nelle linee guida del parto spontaneo.
Tale mancata descrizione non consente di sapere come praticarla e con quali canoni.
Questa manovra ha consentito di aiutare l’ espletamento del parto spontaneo a molte gravide in travaglio di parto, in particolare nella fase terminale dello stesso, quando capita che sopraggiunga la diminuzione della forza contrattile del muscolo uterino ed il travaglio, nella fase espulsiva, possa arrestarsi. Un piccolo aiuto meccanico sull’utero (viene definita volgarmente “spinta”) può aiutare a trarsi di impaccio ed evitare uno strumento estrattivo o un intervento di taglio cesareo. Deve essere praticata da due operatori sanitari che abbiano una lunga esperienza in sala parto : il primo effettua la manovra ed il secondo controlla se la testa fetale progredisce verso l’ esterno. Deve essere breve, uno o due tentativi, se non c’ è progressione bisogna desistere. Se la manovra è breve è raro che ci siano effetti lesivi a carico della madre o del feto.
Si parla tanto di diminuire la percentuale di tagli cesarei e di aumentare quella dei parti spontanei. Ebbene, in alcuni casi, anche un piccolo aiuto meccanico può essere utile. La manovra di Kristeller, se effettuata nella maniera sopra descritta, in tempi rapidi e nei casi opportuni, sicuramente determina un ausilio alla forza contratturante del muscolo uterino, che talvolta, nei travagli di lunga durata, si contrae con minore efficacia, procurando l’ arresto del travaglio stesso.


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